Massimo.Vavassori
02-02-2009, 13:01
PREMESSA: Dopo aver contattato l'esimio blogger John Hudson, gli abbiamo chiesto il permesso di ripostare e tradurre in italiano le pregevoli analisi dei frame, da lui precedentemente postate sul proprio spazio. Jhon ha acconsentito e ha dato il suo beneplacito, spero che questo appuntamento (sostanzialmente dovrebbe ripetersi ogni lunedì) vi risulti gradito. Le analisi di John più avanti si alterneranno con altre prodotte dalla redazione (se qualcuno volesse farsi aventi è ben accetto).
NON E' UN PAESE PER VECCHI
Di John Hudson
Il mio sospetto qualche volta è che in questi tempi di epilessia visiva (vedi Bourne Ultimatum) il linguaggio visivo cinematografico sia destinato ad una lenta scomparsa. Oggi i giovani filmaker non sembrano interessati e nemmeno inclini allo studio e alla pratica dei fondamentali. Come in tutte le forme d’arte, conoscere tecniche e metodi comprovati rafforza il talento.
Questo è il primo articolo di una serie che esaminerà (e spero ispiri ed educhi) il linguaggio visivo dei film. Brian De Palma, il maestro dell’ossessione visiva una volta ha detto “... Provo a sviluppare quello che può essere chiamato puro storytelling visivo. Perché per me è uno dei più eccitanti aspetti del fare film e oltretutto un’arte ormai persa”.
Linguaggio visivo. è il nucleo centrale della formazione di un regista, ma forse il più complesso...
Il punto di vista (POV - Point of View) è un’inquadratura che mostra cosa un personaggio sta guardando rappresentandolo tramite la camera. È solitamente realizzato inserendolo tra un’inquadratura del personaggio che guarda qualcosa e un’inquadratura che mostra la reazione del personaggio stesso. Serve non solo come aiuto visivo, ma anche per immergere il pubblico nella prospettiva del personaggio e per estensione della storia.
È passato tempo da quando ho visto questa tecnica usata alla perfezione. Il recente Non è un paese per vecchi è un ottimo esempio di questa tecnica. Lo stile minimalista dei Coen è eccezionale in questo senso.
Iniziamo.
Prima diamo un’occhiata alla sequenza che ci interessa nello script. La seguente è una versione del 2005 scritta dai Coen stessi. Una cosa che ho trovato interessante è l’uso delle parole Point-of-view, per ben 23 volte nella sceneggiatura. I due hanno sicuramente scritto pensando all’aspetto visivo. Questo segmento dello script, nonostante tutto, non presenta l’uso della parola P.O.V.
Leggete la sequenza, chiedetevi come lo girereste e magari fate degli storyboard. Comparatelo poi con il lavoro dei fratelli.
Allegato 252
http://img510.imageshack.us/img510/3742/attachmentphpxu0.jpg
Allegato 239
http://img214.imageshack.us/img214/2682/framepaesevecchiita01zx9.jpg
Allegato 240
http://img517.imageshack.us/img517/416/framepaesevecchiita02rh2.jpg
Allegato 241
http://img209.imageshack.us/img209/4773/framepaesevecchiita03rf7.jpg
Allegato 242
http://img509.imageshack.us/img509/2913/framepaesevecchiita04je6.jpg
NON E' UN PAESE PER VECCHI
Di John Hudson
Il mio sospetto qualche volta è che in questi tempi di epilessia visiva (vedi Bourne Ultimatum) il linguaggio visivo cinematografico sia destinato ad una lenta scomparsa. Oggi i giovani filmaker non sembrano interessati e nemmeno inclini allo studio e alla pratica dei fondamentali. Come in tutte le forme d’arte, conoscere tecniche e metodi comprovati rafforza il talento.
Questo è il primo articolo di una serie che esaminerà (e spero ispiri ed educhi) il linguaggio visivo dei film. Brian De Palma, il maestro dell’ossessione visiva una volta ha detto “... Provo a sviluppare quello che può essere chiamato puro storytelling visivo. Perché per me è uno dei più eccitanti aspetti del fare film e oltretutto un’arte ormai persa”.
Linguaggio visivo. è il nucleo centrale della formazione di un regista, ma forse il più complesso...
Il punto di vista (POV - Point of View) è un’inquadratura che mostra cosa un personaggio sta guardando rappresentandolo tramite la camera. È solitamente realizzato inserendolo tra un’inquadratura del personaggio che guarda qualcosa e un’inquadratura che mostra la reazione del personaggio stesso. Serve non solo come aiuto visivo, ma anche per immergere il pubblico nella prospettiva del personaggio e per estensione della storia.
È passato tempo da quando ho visto questa tecnica usata alla perfezione. Il recente Non è un paese per vecchi è un ottimo esempio di questa tecnica. Lo stile minimalista dei Coen è eccezionale in questo senso.
Iniziamo.
Prima diamo un’occhiata alla sequenza che ci interessa nello script. La seguente è una versione del 2005 scritta dai Coen stessi. Una cosa che ho trovato interessante è l’uso delle parole Point-of-view, per ben 23 volte nella sceneggiatura. I due hanno sicuramente scritto pensando all’aspetto visivo. Questo segmento dello script, nonostante tutto, non presenta l’uso della parola P.O.V.
Leggete la sequenza, chiedetevi come lo girereste e magari fate degli storyboard. Comparatelo poi con il lavoro dei fratelli.
Allegato 252
http://img510.imageshack.us/img510/3742/attachmentphpxu0.jpg
Allegato 239
http://img214.imageshack.us/img214/2682/framepaesevecchiita01zx9.jpg
Allegato 240
http://img517.imageshack.us/img517/416/framepaesevecchiita02rh2.jpg
Allegato 241
http://img209.imageshack.us/img209/4773/framepaesevecchiita03rf7.jpg
Allegato 242
http://img509.imageshack.us/img509/2913/framepaesevecchiita04je6.jpg