Michele Salvezza
24-01-2010, 05:45
http://www.filmisnow.it/magazine/wp-content/uploads/2009/11/antichrist-lars-von-trier.jpg
Mi sono preso la briga e di certo il gusto di colmare una grossa lacuna e così mi sono visto l'ultima fatica, è proprio il caso di dirlo, del dogmatico Lars. Proverò a non essere di parte e a scrivere qualche considerazione su questo film. Come prima cosa tengo a dire che non l'ho trovato per niente ridicolo o involontariamente comico come qualcuno aveva sostenuto. Antichrist è il tentativo di fare un cinema antico, più basato sui luoghi e le atmosfere che sulla narrazione e l'intreccio della storia, che richiede poche parole per essere raccontata; una coppia entra in crisi per la perdida del figlio di pochi anni lanciatosi da una finestra aperta proprio mentre mamma e papà davano vita ad una scena di sesso esplicito con tanto di close up. Il film è diviso in capitoli e si apre con un prologo molto bello ai limiti del manierismo Pesentiano, tutto girato al rallenty con tanto di musica classica in sottofondo(primo richiamo evidente a Tarkovsky e non a Pesenti).
http://www.mymovies.it/cinemanews/2009/6349/antichrist03.jpg
Il prologo dichiara in ogni suo fotogramma l'intento del film, mostrare senza censure il rapporto tra i due che molto banalmente potremmo assimilare al rapporto tra ragione e natura intesa come natura dell'essere umano. Dopo questo prologo manieristico, si passa ad un tipo di cinema totalmente diverso ma ugualmente pieno di fascino, un cinema pittorico, denso di simbolismi e metafore più o meno esplicite, con incursioni ora nei territori di Tarkowsky ora in quelli del buon Lynch che nessuno sembra volersi far mancare. Dopo il prologo e un breve passaggio tra ospedale e funerale del piccolo, i due si avviano verso Eden(mai nome fu più prevedibile) luogo della resa dei conti tra la ragione e l'istinto.
http://www.aceshowbiz.com/images/still/antichrist04.jpg
Da questo punto in poi si dipana una storia a dire il vero poco interessante, lui da terapeuta cerca di curare il dolore e il senso di colpa di lei e capirete bene che hai voglia a ragionare ma l'istinto e la natura umana alla fine tengono sempre botta. Allo stesso tempo se la storia non lo è, ho trovato invece molto interessante la parte visiva del lavoro di Lars, il film è girato in digitale e ne mostra le grandissime potenzialità in termini di libertà e di riscrittura delle regole. Ogni tanto fanno capolino anche degli scavalcamenti di campo a testimoniare, questo si, quanto poi sia complesso il rapporto tra le due componenti che convivono in noi. Aggiungere altro sulla storia e sul suo epilogo violentissimo sarebbe superfluo e saprebbe di spoiler, tengo invece a sottolineare quanto questo film sia interessante dal momento che ripropone un cinema che non vedevo da tanto e che mi piace molto, un cinema che è anche pittura, quadri e non solo inquadrature dinamiche.
http://static.blogo.it/cineblog/nuove-immagini-di-antichrist-di-lars-von-trier/big_3.jpg
Antichrist è molto Tarkovsky e non capisco come si possa considerare la dedica finale una presa in giro dal momento che per lunghi tratti mi ha riportato alla mente Mirror e Solaris, quindi se vi piace quel genere di film ma in salsa più horror e violenta, questo film sarà una bella esperienza e potrete arrovellarvi il gulliver a cercare di cogliere tutti i simbolismi, spesso banali, che contiene Antichrist.
In una scala da 1 a 5 assegno a questo film 3,5.
Mi sono preso la briga e di certo il gusto di colmare una grossa lacuna e così mi sono visto l'ultima fatica, è proprio il caso di dirlo, del dogmatico Lars. Proverò a non essere di parte e a scrivere qualche considerazione su questo film. Come prima cosa tengo a dire che non l'ho trovato per niente ridicolo o involontariamente comico come qualcuno aveva sostenuto. Antichrist è il tentativo di fare un cinema antico, più basato sui luoghi e le atmosfere che sulla narrazione e l'intreccio della storia, che richiede poche parole per essere raccontata; una coppia entra in crisi per la perdida del figlio di pochi anni lanciatosi da una finestra aperta proprio mentre mamma e papà davano vita ad una scena di sesso esplicito con tanto di close up. Il film è diviso in capitoli e si apre con un prologo molto bello ai limiti del manierismo Pesentiano, tutto girato al rallenty con tanto di musica classica in sottofondo(primo richiamo evidente a Tarkovsky e non a Pesenti).
http://www.mymovies.it/cinemanews/2009/6349/antichrist03.jpg
Il prologo dichiara in ogni suo fotogramma l'intento del film, mostrare senza censure il rapporto tra i due che molto banalmente potremmo assimilare al rapporto tra ragione e natura intesa come natura dell'essere umano. Dopo questo prologo manieristico, si passa ad un tipo di cinema totalmente diverso ma ugualmente pieno di fascino, un cinema pittorico, denso di simbolismi e metafore più o meno esplicite, con incursioni ora nei territori di Tarkowsky ora in quelli del buon Lynch che nessuno sembra volersi far mancare. Dopo il prologo e un breve passaggio tra ospedale e funerale del piccolo, i due si avviano verso Eden(mai nome fu più prevedibile) luogo della resa dei conti tra la ragione e l'istinto.
http://www.aceshowbiz.com/images/still/antichrist04.jpg
Da questo punto in poi si dipana una storia a dire il vero poco interessante, lui da terapeuta cerca di curare il dolore e il senso di colpa di lei e capirete bene che hai voglia a ragionare ma l'istinto e la natura umana alla fine tengono sempre botta. Allo stesso tempo se la storia non lo è, ho trovato invece molto interessante la parte visiva del lavoro di Lars, il film è girato in digitale e ne mostra le grandissime potenzialità in termini di libertà e di riscrittura delle regole. Ogni tanto fanno capolino anche degli scavalcamenti di campo a testimoniare, questo si, quanto poi sia complesso il rapporto tra le due componenti che convivono in noi. Aggiungere altro sulla storia e sul suo epilogo violentissimo sarebbe superfluo e saprebbe di spoiler, tengo invece a sottolineare quanto questo film sia interessante dal momento che ripropone un cinema che non vedevo da tanto e che mi piace molto, un cinema che è anche pittura, quadri e non solo inquadrature dinamiche.
http://static.blogo.it/cineblog/nuove-immagini-di-antichrist-di-lars-von-trier/big_3.jpg
Antichrist è molto Tarkovsky e non capisco come si possa considerare la dedica finale una presa in giro dal momento che per lunghi tratti mi ha riportato alla mente Mirror e Solaris, quindi se vi piace quel genere di film ma in salsa più horror e violenta, questo film sarà una bella esperienza e potrete arrovellarvi il gulliver a cercare di cogliere tutti i simbolismi, spesso banali, che contiene Antichrist.
In una scala da 1 a 5 assegno a questo film 3,5.